Posizionato l’amo nel morsetto si inizia fissando una strisciolina di foam e uno spezzone di dubbing Avvolgiamo il foam a spirale sul gambo dell’amo senza comprimerlo più di tanto Posizioniamo ora i due quill di tacchino ai lati del corpo in maniera che stiano paralleli all’amo e fissando il tutto con dei giri di dubbing

che avvolgiamo per tutta la lunghezza del corpo, realizzando in questo modo, anche le zampe posteriori dell’insetto. Scegliamo una piuma di cul de canard e dopo averla posizionata piatta sul corpo la fissiamo con dei giri di filo di montaggio.

A questo punto copriamo il tutto con l’ala principale in rafia marrone, fissandola con il nodo sopra la fine del corpo, lasciando l’eccedenza che servirà per la realizzazione della parte superiore del torace
Edoardo Losio
Fissiamo una o due striscie consistenti di dubbing per poi avvolgerle intorno all’amo fino all’occhiello chiudendole infine con due sacche intermedie Realizziamo la testa dell’artificiale con il filo di montaggio, cercando di chiudere tra le spire, un po’ di pelo che fungerà da antenne e darà equilibrio al nostro artificiale Consiglio di abbondare con il dubbing nella parte del torace, perché sicuramente, dopo le prime catture, qualcosa andrà perso    

Questa specie di insetti mi ha sempre affascinato e da sempre ha scaturito in me il notevole piacere di imitarli.
Sono belli da costruire, di notevoli dimensioni, interessanti in tutti i particolari. Le ali, poi, sono fantastiche da imitare e ci danno modo di spaziare a piacere nel mondo dei materiali da costruzione.
Trovandoci sul fiume, però, come in questo caso, sicuramente non abbiamo a disposizione tutto il materiale ideale che normalmente troviamo invece custodito nei cassetti della nostra postazione di casa da fly tyers. Nella nostra custodia da viaggio dovremmo avere quelle poche cose essenziali necessarie per costruire ogni tipologia di mosche che incontriamo su un fiume o un torrente.
Questo argomento sarà sicuramente approfondito da parte mia, nei numeri futuri di Fly Fishing.
Tornando a parlare della costruzione del plecottero, data la sua notevole dimensione, è essenziale la scelta giusta dei materiali. Il pericolo maggiore nell’affrontare questo tipo di imitazione è proprio quello di renderla troppo pesante con il rischio di un affondamento al primo contatto con la superficie dell’acqua. Pertanto pochi materiali ben assemblati e di notevole galleggiabilità, sono la ricetta essenziale per ottenere un buon risultato in pesca, non dimenticandoci poi delle proporzioni e della somiglianza, che donano il tocco finale con l’appagamento del costruttore.