osizionato sul morsetto un amo di insolita misura per un artificiale galleggiante, si fissa sul gambo con il poly floss, avvolgendola quasi interamente, una lunga piuma ricavata da una sella di gallo (super saddle); ottime quelle di whiting farm; il colore può essere o marrone rossiccio o grizzly. Questa fase è però opzionale. Da un foglio di foam a cellula chiusa (quello più compatto) si ritaglia una strisciolina lunga poco più la lunghezza dell’amo e dalla larghezza di circa 4/5 mm; la strisciolina si deve fissare all’ estremità della curvatura

dell’amo, avendo l’accortezza di lasciare circa 5 mm in fuori.Con il poly floss ora fissare e egmentare ulteriormente le parti lungo il gambo dell’amo per altre 4 volte, poi,

issando la strisciolina di foam per l’ultima volta vicino all’occhiello dell’amo, bisogna lasciarla sporgere da quest’ultimo di circa 5 mm.
A questo punto si ritaglia un’ulteriore strisciolina di foam dello stesso diametro e larghezza ma di differente colore e si fissa alle due estremità, curva ed occhiello. Nei due punti dove si fissa la seconda strisciolina di foam, si montano poi due ulteriori pezzetti di foam sempre di colore diverso Ai lati dove è stata fissata la seconda strisciolina, si  montano quattro elastici di colore diverso, due per lato,  montati a X  tipo appunto Madam X Una volta fissati i quattro elastici, con l’ausilio delle forbici si sagomano le due striscioline di foam alle rispettive estremità, avendo l’accortezza di dare una forma più lunga e sottile

all’estremità verso la curvatura dell’amo, mentre quella vicina all’occhiello (la testa dell’artificiale) dovrà risultare più corta ma più tozza

Marco Feliciani

La chernobyl ant è un artificiale che già dal nome incute un certo timore, ma una volta vista il pescatore rimane anche alquanto perplesso, per non dire scettico. Come artificiale certo non si può descriverlo come bello, anzi si presenta tozzo, sgargiante e fin troppo realizzato con materiali sintetici. Per questo consiglio la variante di una lunga hackle come sottocorpo, lo riavvicina almeno in parte alle altre mosche secche. Chiaramente di origine americana (non poteva essere differentemente)  quando sia comparsa e chi abbia avuto un simile “coraggio” e fantasia nel realizzare un simile mostro non lo so,  certo non è antecedente al 1986, quando la tristemente nota centrale atomica di chernobyl ebbe il più grave incidente  della storia  che tese il mondo con il fiato sospeso per molti giorni.
In ogni caso a dispetto del nome e dell’aspetto “insolito” è un artificiale che regala catture veramente importanti e soprattutto a galla: con essa puoi catturare pesci veramente enormi. La scoprii cinque anni fa sul Provo river, uno dei fiumi più conosciuti e pescati dello Utah, quando verso il tramonto enormi iridee e brown trout bollavano in maniera sfacciata e rumorosa davanti al sottoscritto. Dopo aver montato forse decine di artificiali inutilmente, la sola disperazione (o follia, non so!) mi spinse a montare sul finale quella strana cosa chiamata appunto chernobyl ant. Al terzo lancio salì un mostro alla velocità della luce e… spaccai il finale con punta dello 0.18 con una delle mie, purtroppo famose tra gli amici, proverbiali ferrate da animale. Dopo questa bollata ne arrivarono altre e numerose con maggior fortuna.
Ritornato in Italia, forse contaminato da radiazioni, ne ho costruite alcune e soprattutto utilizzate. Devo dire che  se siamo in presenza di livelli piuttosto alti e con pesce di taglia, la chernobyl ant non vi farà rimpiangere altri  modelli più classici e più belli da vedere. Sono solito impiegarla, ovviamente dove è permesso, anche attaccando ad essa uno spezzone di nylon di circa 60/70 cm con una ninfa, trasformandola così in una vera e propria mosca “indicator” insomma, o sopra o sotto qualcosa alla fine si cattura, anche quando le condizioni non sono particolarmente  favorevoli.
Brutta da vedere, ma qualcuna da avere sempre con se.