La chernobyl ant è un artificiale che già dal nome incute un certo timore, ma una volta vista il pescatore rimane anche alquanto perplesso, per non dire scettico. Come artificiale certo non si può descriverlo come bello, anzi si presenta tozzo, sgargiante e fin troppo realizzato con materiali sintetici. Per questo consiglio la variante di una lunga hackle come sottocorpo, lo riavvicina almeno in parte alle altre mosche secche. Chiaramente di origine americana (non poteva essere differentemente) quando sia comparsa e chi abbia avuto un simile “coraggio” e fantasia nel realizzare un simile mostro non lo so, certo non è antecedente al 1986, quando la tristemente nota centrale atomica di chernobyl ebbe il più grave incidente della storia che tese il mondo con il fiato sospeso per molti giorni.
In ogni caso a dispetto del nome e dell’aspetto “insolito” è un artificiale che regala catture veramente importanti e soprattutto a galla: con essa puoi catturare pesci veramente enormi. La scoprii cinque anni fa sul Provo river, uno dei fiumi più conosciuti e pescati dello Utah, quando verso il tramonto enormi iridee e brown trout bollavano in maniera sfacciata e rumorosa davanti al sottoscritto. Dopo aver montato forse decine di artificiali inutilmente, la sola disperazione (o follia, non so!) mi spinse a montare sul finale quella strana cosa chiamata appunto chernobyl ant. Al terzo lancio salì un mostro alla velocità della luce e… spaccai il finale con punta dello 0.18 con una delle mie, purtroppo famose tra gli amici, proverbiali ferrate da animale. Dopo questa bollata ne arrivarono altre e numerose con maggior fortuna.
Ritornato in Italia, forse contaminato da radiazioni, ne ho costruite alcune e soprattutto utilizzate. Devo dire che se siamo in presenza di livelli piuttosto alti e con pesce di taglia, la chernobyl ant non vi farà rimpiangere altri modelli più classici e più belli da vedere. Sono solito impiegarla, ovviamente dove è permesso, anche attaccando ad essa uno spezzone di nylon di circa 60/70 cm con una ninfa, trasformandola così in una vera e propria mosca “indicator” insomma, o sopra o sotto qualcosa alla fine si cattura, anche quando le condizioni non sono particolarmente favorevoli.
Brutta da vedere, ma qualcuna da avere sempre con se. |