...non vedo la mosca, incredibile non riesco a distinguerla, anche quando la inquadro, poco dopo la perdo, non riesco a concentrarmi e a seguire l’artificiale, l’acqua è talmente limpida e trasparente che non ho nemmeno la sensazione della profondità, il fondo è chiaro e costellato di sassi color bianco e senape alternati da pochi altri appena più scuri, ogni contrasto è poi attenuato dal sole che si specchia nelle acque e crea altrettanti riflessi che rendono invisibile l’artificiale. Pesco alla cieca, sono abbagliato dall’ambiente. Lancio, recupero e rilancio senza convinzione, mi sposto e mi avvicino al torrente come un gatto che non vuoI farsi vedere dalla sua possibile preda. Mi chino, mi metto in ginocchio e guardo l’acqua con il miei che rendono ancora tutto più trasparente. Ogni tanto una piccola improvvisa bollata scuote i fianchi della mia mosca. Piccole, minuscole, invisibili, velocissime trote assaggiano la mia impossibile esca no kill. lo rimango attonito ed inerme, paralizzato senza reazione e schizzato al punto che sono riuscito a lanciare una piccola preda allamata qualche metro oltre la riva. Avanzo ancora lentamente e lancio a caso, anzi, a sensazione, ma non succede nulla di particolare. Forse mi propongo male, effettivamente mi sento impreparato e, dopo tanti anni di pesca a mosca, a disagio davanti a questa difficoltà. Forse ci sarà anche poco pesce, forse...comunque se ce n’è, sicuramente è più furbo di me e final mente si comporta da...pesce. Cambio mosca, devo mettere un bel moscone, un galleggiante, un maggiolone nero e grosso, una piccola boa per ciechi. Scelto, amo dodici tipo grub, parte inferiore del corpo in foca nera e striscia di foam fissata in prossimità della curvatura ribaltata fino a tre quarti dell’amo. Due elastici tini neri legati incrociati a formate le zampe e un pezzetto di foam di due/tre millimetri lasciato in esubero oltre la legature finale della mosca, a for mare il capo. Lancio, adesso vedo la mosca che gaIleggia a volte cullata beatamente, altre volte scossa brutalmente da correnti e correntine. Mi sento padrone... Forca... bestia, mi ha rotto, me l’ha fatta nooo…
Altro che padrone, mi sento ce..., un attimo, un solo attimo, una piccola disattenzione e il mio finale è sparito insieme all’unica trota decente che la mia mosca ha ingannato! Avevo appena cambiato anche
il finale, un dodici in fluorcarbon invisibile, non capisco, eppure sono stato severamente punito. Così, la trota trasparente di quelle che si nutrono anche di nylon, senza il minimo riguardo almeno verso i pescatori a mosca anziani, ha troncato la mia attività di pesca. Ho deciso di sedermi un po’, ho i piedi immersi in queste tipiche gelide acque carso-friulane e cerco di ridarmi un tono, sono deluso, non mi riconosco. Forse oggi non è giornata, rimetto il finale nuovo ma non riesco più ad infilano nell’occhiello della mosca; il mio astigmatismo, questa gran luce e l’incazzatura che aumenta, rendono incredibilmente difficile l’operazione.
Bello questo posto, magnifico, un ambiente integro, perfetto, naturale ma nuovo per me ed io come un pollo I’ ho affrontato male, convinto di essere un gran pescatore... E’ questa una delle tante e nuove gite di pesca che ormai impegnano le mie giornate libere, un’avventura che potrei raccontare per esteso in uno dei prossimi numeri, una verità di pesca, una di quelle che forse non avrei considerato se un anno fa la mia normale esistenza non avesse incocciato con Fly Fishing. Un anno giusto dall’uscita del numero Zero, un anno ricolmo di nuove esperienze, di nuove occasioni, di nuovi posti di pesca, di nuove conoscenze, siamo quindi giunti al primo compleanno della nostra, vostra rivista, nata tra le perplessità di tutti, sostenuta a viva forza dalla cortese cocciutaggine dei fratelli Bozzato e concretizzata dal “magnifico gruppo dei nostri soliti collaboratori.
Che aggiungere se neri l’augurio di nuovi successi e un grazie a tutti voi che state contribuendo ad accrescere questa nuova realtà che si è ritagliata un giusto spazio nel nostro particolare mondo della pesca a mosca.
Quindi, perchè non terminare queste righe con un bel Viva, Viva Fly Fishingl
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Natalino Costa