Poi… viene l’estate con le sue belle giornate, con la nostra tanta voglia di vivere. Con le vacanze, con quell’atmosfera che porta la tanto agognata evasione. Una scoperta qua una la, un desiderio qua uno la, una delusione qua una la… Estate, sintesi di viglie, di esternazioni, di vita.
Non ho mai capito perché poi aspettiamo tanto tutti questa stagione! Forse solo per le ferie.
Certamente non per la pesca. Non ci sono quasi mai le condizioni giuste per divertirci a mosca.
Per “crearcele”, bisogna che gia all’alba ci troviamo in pesca, oppure occorre che rimandiamo tutto al coup de soir.
Un pò pochino per giornate che hanno cosi tante ore di luce. Raramente, se non in casi decisamente favorevoli e fuori dai soliti canoni di stagione per “merito” di condizioni metereologiche avverse, riusciamo ad affrontare ore continue di pesca e di catture. Certamente alcuni “fortunelli”, possono evadere all’estero in paesi meno “caldi” in cui questa stagione rappresenta il top della pesca, ma…, per la più parte di noi, per tanti, l’estate è da vivere qua, tra la cattura di qualche trottella o salmerini appena immessi e qualche cavedano con vocazione suicida al calar del sole, davanti a qualsiasi mosca gli si presenti.
Poi… viene il tempo delle ferie che, per alcuni, coincide con la possibilità di “accoppiare” al soggiorno ai monti o al mare vicino ai monti, anche qualche pescatine. Bene! Forse per i più fortunati che da anni ritirnano allo stesso paesello qualche possibilità di buone catture esiste e si concretizza, ma per gli altri, quelli dell’iprovvisazione…, la maggior delle volte va come va, e comunque, come son solito dire anch’io: <<… tutto sommato, non è andata malaccio: il torrente è bello, l’acqua anche, l’ambiente è invidiabile, tre o quattro foto di trote (le uniche allmate) le ho scattate (a testimonianza che ho preso tanto!), al rifugio si mangia bene e si spende poco… Cosa si può desiderare di più >>
Questi sono gli ingredienti che ci servono per non sfigurare mai!
Ma guardiamoci negli occhi; la primavera e l’autunno sono un’altra cosa.
La primavera, con tutte le sue proposte da scoprire, con la riapertura alla pesca di torrenti, fiumi edi tante riserve chiuse anche da anni alla pesca, con i pesci che attendono solo il momento più propizio per cibarsi e riempirsi dopo tutta l’astinenza sofferta nel rigido inverno, la primavera non ci può che riservare splendide sorprese. Che spettacolo, che soddisfazioni.
E l’autunno ora più che mai alle porte? Settembre? Tempo che si rinfresca, pesce “sgamato” e gonfio di cibo che ancora si deve rimpinzare e preparare per l’inverno, e per la riproduzione, un pesce forte che ha resistito a tutte le insidie della stagione calda,… poche ma intense giornate di pesca che ci aspettano per la nostra “uscita dell’anno” che ci servirà poi a mantenere il nostro spirito pieno, intatto e pronto per superare il nostro inverno. Ultimi giorni indimenticabili di un anno intero ghe possono essere ricchi di emozioni, di episodi, di …<<… Lino, Lino;!>>
-…ma Lino dov’è? Qualcuno l’ha visto? Dovevamo trovarci tutti alla macchina alle otto!
Bestia che fame! Avete preso qualche cosa? C’era una schiusa pazzesca, bollte in ogni dove, bastava pescare con delle piccole cul de canard per fare cestino.
Si, si, anche noi non abbiamo preso, abbiamo veramente esagerato. Il Lino l’ho visto io dopo il ponte rotto, su quella lunga lama. Se qualcuno di noi non lo va a prelevare, quello farà sicuramente notte. Dai, vai tu che ti sei gia cambiato.
-Lino, Linoooo! Forse mi ha sentito. Dai, vienisu che si va a mangiare!
-Arriva, eccolo…Era ora, pensavamo che fossi annegato!
Incredibile quanto ho preso! Tra trote che ho punto e quelle che ho tirato su, ne ho contate almeno una trentina. Massimo trentadue, trentacinque centimetri, ma tutte belle e in carne. Peccato smettere, serate come queste capitano poche volte nella vita! Dovete proprio scusarmi ragazzi, ma non mi ero assolutamente accorto dell’ora, e del buio. Volevo recuperare in pochi attimi le delusioni di questa estate. Mi levo solo gli stivali… Andiamo, andiamo a mangiare, dobbiamo festeggiare la chiusura!
Quanti di noi, di una certa età, non hanno vissuto piccoli episodi come questo.
Ebbene, stagione che cambia, abitudini che si modificano, nuovi cicli che si aprono e vecchi che si ripetono, questo è il momento di ritrovarci tutti sotto il tetto dell’entusiasmo, davanti all’attimo più stimolante, quello essenziale. Occorre che ristabiliamo quegli equilibri che ci serviranno per cercare poi di vivere di quei ricordi che saranno necessari ed utili a contrastare i racconti degli altri pescatori, quelli, magari, veramente più fortunati.
L’autunnooincalza, noi sapremo affrontarlo in modo adeguato.
Natalino Costa