Alt, ferma tutto, punto, stop!
Basta, questa volta ho riposto la mia attrezzatura nell’armadio, non so fino a quale giorno, ma per ora è in parcheggio custodito. Non so perché, ma quando chiude la stagione della trota, perdo un po’ di stimoli, forse perché non amo disturbar le possibili freghe e forse perché nel mio inconscio mi assale una recondita forma di rispetto nei riguardi dei miei avversari, i signori pesci, per cui, me ne sto beatamente a casa senza l’assillo ed il rimorso per aver procurato danni a trote curiose o a temoli infreddoliti.
Oh, finalmente un poco di relax in queste domeniche d’autunno, con la nebbia che attenua ed addolcisce tutti i contorni creando nella nostra pianura, il classico grigiore che intenerisce noi ed i nostri stomaci davanti a fumanti piatti di polenta e stufato, facendoci rigustare il piacere delle giornate in compagnia, rinnovando i vincoli della famiglia e la voglia di rafforzare i nostri sentimenti, rimediando e ricucendo gli strappi e gli eccessi di egoismo estivo, ingentilendoci quel che basta per farci nuovamente amare dalle nostre compagne, dalle nostre mogli, dalle nostre …amanti, che non hanno trovato il giusto spazio nei nostri week-end di pesca, se non in modo forzato ed anonimo!
Questa mattina ho dormito più del solito, sono le otto di domenica, ma anche oggi non so rimediare alla mia cronica insonnia. Mi alzo, mi lavo e mentre faccio la mia solita colazione …
- Ma chi chiama a quest’ora di domenica? Non starà male qualcuno?
- Ciao, ciao, siamo noi, prepara la canna che tra mezz’ora ti passiamo a prelevare, si va al laghetto!
- Ma ragazzi, la mia promessa …, non vengo, …non so, va beh …, si prende? Se però torniamo presto …, mi preparo, faccio in un attimo!
E adesso come la metto con mia moglie?
- Cara, non vorrei disturbarti …, sai mi hanno invitato …, non ho potuto, non avrei voluto, ma … torno presto!
Canna in mano, mi aggiro sul sentiero che costeggia una delle solite ex cave riabilitate a “pesca sportiva”; bestiale, osservo dall’alto le trote mentre svogliate gironzolano a gruppi di cinquanta, cento, a portata d’esca di tanti specialisti e non, mentre lasciano saltuariamente sul campo, anzi, sull’acqua, qualche vittima sacrificale per non deludere il gestore del lago ed i suoi utenti. Sbirulino, uova di salmone, camole del miele, pasta puzzolente e vermi di ogni tipo, tutto ciò insomma che normalmente non fa parte della loro dieta alimentare, riesce comunque a mietere vittime. Noi della mosca nel frattempo ci stiamo mentalmente preparando …
Si parte! Streamer, altro streamer, altro streamer ancora, una ninfa, grossa, piccola, media, storta, dritta, pesante, leggera, rossa, verde, gialla, poi una secca e un’altra secca, una sedge, una madam, e poi …un bel nulla, se non altro che qualche piccolo “tocco” a sensazione, noi quattro non abbiamo catturato un bel niente! Così, mentre peschiamo l’acqua, ci avviciniamo lentamente e sempre più ad un altro gruppo di moschisti vincente; le loro ferrate non hanno un attimo di tregua, le catture si susseguono quasi senza intervallo. Ci fermiamo ad osservare sbigottiti da tanta capacità. Incredibile, o sono rimbecillito o … Senza parole mi apposto per imparare. Ecco una trota e subito un’altra, poi una piccola tregua che pian piano diventa sempre più lunga …, le catture diventano rade, ma ad un tratto la mano di uno di quei campioni lancia verso l’acqua una polvere magica che come una pioggia inebria di nuovo le trote. Ritornano a susseguirsi in modo esagerato le catture, qualsiasi cosa venga proposto alle trote viene subito ingoiato. Rimango estasiato davanti a tanta magnificenza e a tanto inganno. Ci guardiamo increduli, poi i nostri sguardi ritornano ad osservare la pesca miracolosa e scorgiamo che un piccolo, sottile, resistente muro divide il nostro gruppo da quei moschisti, un muro che divide anche il lago e che non ci permette di avvicinarci. Ho un attimo di smarrimento e di riflessione: siamo venuti fin qui a pescare …, vorrei giustamente catturare …, vorrei quasi partecipare anch’o al “banchetto, vorrei, …non vorrei, … non è giusto, per me no, non trovo un motivo per superare quel muro, non cerco di superarlo!
Povero pesce, già è nato sotto una cattiva stella che lo destina verso una breve, indegna, costretta esistenza, e noi, senza un minimo rispetto dovremmo anche approfittare ed accentuare tutte queste sue costrizioni?
Ma la nostra etica dov’è finita? Deve solo vincere sempre solo il nostro egoismo ed il nostro piacere?
Meglio il mio letargo, non avrei dovuto cedere nemmeno alla tentazione di venire a pesca, questo confine è talmente sottile che perseverando potrebbe persino indurmi in tentazione.
Penso che un po’ di sosta mi ridarà sicuramente il giusto spirito e le chiare e antiche sensazioni che ognuno di noi non dovrebbe mai perdere per strada, lo spirito per tornare ad affrontare in modo corretto la prossima stagione.
Buon riposo e …, anche se in anticipo, Buon Natale e Buon 2006 da tutta la redazione di Fly Fishing!!!
Natalino Costa |