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COSE CHE

CAPITANO

Editoriale di Nat Costa - pubblicato su Fly Fishing n°16

Cinque e trenta, meglio che mi alzo e mi preparo, si viaggia meglio con il fresco e poi di sabato c’è anche meno traffico a questa ora. Mi lavo, mi sbarbo, mangio, mi addobbo da pesca salvo le scarpe, poi apro il magazzino del “pret a porter” e ritiro canna, mulinello e gilet. Non vedo l’ora di partire, di evadere, ma mi tocca il viaggio e ..., solo, oggi mancherà il mio socio, obbligato da un pranzo familiare improcrastinabile! Avrei tatto a meno di guidare dopo una settimana di stress da autostrada e tangenziali, fosse possibile, a volte prenderei volentieri una pasticca tanto miracolosa da farmi addormentare un secondo dopo la partenza e risvegliarmi un altro secondo dopo l’arrivo. Ma per ora non esiste, come ancora non esisono per le nostre normali automobili, guide con un pilota automatico. Pazienza! Oggi però si viaggia bene e dopo un’ora ho già percorso più di novanta chilometri e sono pronto alla solita sosta presso la panetteria/pasticceria. Brioche e cappuccio di routine. Riparto e prima delle otto inauguro il blocchetto dei permessi giornalieri nel bar d’inizio valle. L’aria è frizzantina, la giornata splendida e tersa, l’azzurro ed il verde dominano; faccio una verifica al torrente: tutto a posto, acqua splendida, da bere, ma la mia meta è più in alto, nella valle più impervia, meno battuta, un posto più accattivante dove le trote di semina ottobrina, sono un p0’ più ruspanti e selvatiche. Riparto e risalgo, supero le prime gole tino a giungere in prossimità di uno slargo vicino ad un gruppo di baite sparse. Il torrente è sotto una trentina di metri; infilo gli sti vali compilo il permesso e canna in mano scendo fino all’acqua. Bello, bel- l’ambiente, bella l’acqua, la solitudine, il silenzio che ci vuole, bella la nostra pesca. Moschina da caccia, una Devaux 699, tradizionale ..., mi ha sempre dato ottimi risultati. Lanci corti a sondare ogni angolo prima di allungare quel poco che basta per arrivare a fine buca. Fario, altre fario, di misura (20 cm), ma con canna e coda giusta (2/3) anche queste avversarie sanno dare la giusta sensazione; ... risalgo, catturo, ma l’acqua che prima arrivava spesso sino al ginocchio, ora stenta a superare i venti centimetri e le buche sembrano sempre più “buchette”. Catturo meno, sempre meno, mentre l’acqua ora mi copre solo il piede. Alzo lo sguardo per capire: il torrente sta sparendo, non proprio il torrente ma il suo elemento vitale, l’acqua! Non credo ai miei occhi, è impossibile, salvo qualche pozza, l’alveo sembra più una vecchia mulattiera ... e dire che sarò al massimo a metà valle, quindi il resto del torrente (chilometri!) fin sopra la diga è praticamente morto!
L’acqua e l’ambiente, un tema sempre più attuale, acqua come tonte di ogni cosa, di vita! Questo episodio, sicuramente non un caso isolato, ma uno dei tanti vissuti sicuramente anche da altri pescatori, forse diventerà, purtroppo più frequente e tipico. Dovremo convivere con queste nuove situazioni, adeguarci, ma non accettarle senza prima lottare per capire fino a che punto le nostre esigenze tecnologiche, potranno sempre superare quelle dell’ambiente e della vita.E’ storia di questi giorni la possibile siccità che accompagnerà la prossima estate

Natalino Costa