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Editoriale di Nat Costa - pubblicato su Fly Fishing n°4

Guarda un po’ chi si vede! Ci sei solo tu? No, siamo in sei, alcuni non sono potuti venire, stanno con i piccoli, altri sono mancati lo scorso anno, altri ancora hanno cambiato casa dopo l’ultima alluvione.
Guarda, ci sono anche il figli di Tem, quello che abita vicino a quei grossi sassi in vai ..., sono cresciuti, si sono fatti adulti, credo che due di loro quest’anno si accoppieranno!
Ciao ragazzi, che bel colorito che avete, che bella livrea, non male per la vostra età!
Ciao Salme, ti trovo un po’ stressata, e la tua nursery come va? Meglio dello scorso anno?
Taci, taci, un tribulare unico, non si sa mai come può finire. Quest’anno abbiamo avuto prima i cormorani, poi ci sono venute addosso alcune slavine. Ci siamo salvati per miracolo. “Attenzione attenzione”, tra pochi istanti avrà inizio l’assemblea generale, prego gli intervenuti di prendere posto nelle apposite correntine.
Ecco il relatore, un bell esemplare della famiglia Marmo, di terza età. Sembra che abbia insegnato prima in VaI Sesia e dopo varie vicissitudini ora si sia stabilito a Torino, dove lavora nell’università locale. Molti suoi discepoli se la stanno cavando egregiamente in tutti i tipi di acque.
Buon giorno a tutti, anche quest’anno siamo giunti all’appuntamento riuscendo a superare i soliti notevoli problemi. Noto con piacere alcune solite “pinne”, parecchi nuovi e rilevo alcune mancanze sia dovute alla vecchiaia sia dovute ad un susseguirsi di incidenti di percorso.
Passiamo subito all’attualità!
Nel nostro mondo sempre più in degrado ho notato che alcuni di noi anche se un po’ acciaccati, riescono malgrado l’incuria, a sopravvivere decentemente. Anche i vari inquinamenti non hanno mai agevolato la nostra esistenza. Tuttavia l’introduzione del no kill e la cultura del no kill ci hanno permesso di affrontare la nostra breve vita con qualche conseguenza, ma in modo più sereno. Anche l’innalzamento generale della “cultura in pesca” da parte dei nostri attentatori, ci sta offrendo nuove opportunità sia come rispetto che come tutela. Inoltre, l’istituzione di
nuove riserve di pesca a mosca, ci aiuta ad affrontare meno violentemente le nostre vicissitudini. Noi di razza pregiata, in questo contesto, risultiamo un po’ più tutelati anche se, viceversa, l’aumento delle riserve turistiche sia invernali che estive, ci stanno mortificando, deturpando il nostro ambiente invadendolo, in alcuni casi, anche nei normali periodi di riproduzione, Il non rispetto anche dei principi basilari, sconvolge le nostre stagioni e le nostra abitudini e ci costringe ad accuire la nostra attenzione e la nostra diffidenza. Parecchi di noi, bellissimi esemplari in età matura, si devono sacrificare per “sport” convincendo purtroppo i pescatori della loro capacità ed abilità. Siamo costretti e certi che questo sacrificio serva a preservare gli ultimi coloro che dovrebbero perpetrare la nostra razza. Oltre a tutto questo, l’introduzione di nuovi materiali per la costruzione delle esche nella pesca a mosca, ci ha procurato altri notevoli danni. Dovuti ai possibile inganno ed alla grande abilità di imitazione. Carissimi, dobbiamo stare più attenti a tutte queste innovazioni se vogliamo superare un altra stagione. L’apertura è alle porte, potremmo essere facile preda della nostra ingordigia. Cerchiamo di essere degni della nostra razza e di perpetrare il “rifiuto estremo” se non siamo più che convinti che ciò che ci apprestiamo a bollare, può essere un vero insetto.
Per ultimo, chi di voi vive in riserva, ci resti, ne vale della sua vita e quando verrà allamato cerchi di proporsi al pescatore con uno sguardo dolce e pietoso tanto da indurlo al rilascio immediato. Ricordatevi che tanti di loro credono alla seconda chance con Io stesso pesce più grosso!
Arrivederci a tutti; tornate alle vostre acque, buona pinnata fino alla prossima stagione.
Cosa ne pensate? Sarà vero che anche loro si riuniscono per affrontarci in modo adeguato? Non è il caso che noi rivediamo il nostro atteggiamento in pesca cercando di essere sempre coerenti con i principi ideali? Forse è giunto il momento per una riflessione che ci convinca che ciò che chiami amo “sport” non è altro che un affrontare la natura ed alcuni suoi abitanti con estremo rispetto e correttezza.
Se ci atterremo a questi principi saremo sicuri di riuscire a “superare bene” questa stagione e quelle future con “soddisfazione” reciproca, nostra e del pesce!